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La Campania come saprete, dalle svariate notizie sui media e i vari
reportage è una regione che sta vivendo una situazione che definirei
“particolare” con lo smaltimento dei rifiuti. Anni di mal-governo, di assistenzialismo, di raccomandazione e di
caporalato dei voti hanno causato quello che oggi è sotto gli occhi di
tutto, uno scempio per la popolazione per la salute dei cittadini ma
soprattutto per le immagine mediatica della gente per bene che lavora e
vive in Campania.
Credo che sia possibile ancora per la gente per bene riuscire a fare di più per far questo bisogna esprimere coerentemente il voto quando si presentano le elezioni, bisogna votare persone per bene e qualificate non bisogna votare amici, parenti o il politico di turno per scambiarsi il favore con un assunzione o una segnalazione di comodo.
Un azienda in particolare che è anche il partner con cui sviluppiamo diversi progetti interessanti come TL Web Awards with Youbuy.it , Last Minute ed anche uno degli sponsor del progetto “Terribili prove” ha effettuato una operazione per lanciare un messaggio per difendere il buon nome della campania.
In un comunicato che è stato pubblicato in rete, si avvisano i navigatori (termini ormai caduto in disuso) che in Campania “NON SI PRODUCE SOLO MONNEZZA” e loro ne sono una dimostrazione.
L'iniziativa consta di una lettera che verrà inviata in ogni ordine insieme ad un sacchetto della spazzatura nero. A tal proposito abbiamo Claudio Grossano del servizio stampa e marketing di Youbuy.it:
Ciao, Claudio ti ringrazio di essere qui con noi.
[Bodom] Volevo sapere come mai la necessità da parte di un'azienda come la vostra di una campagna di opinione del genere? [Claudio Grossano] E’ semplice gettare “rifiuto sul rifiuto” e generalizzare, molto più difficile capire che dietro la “monnezza” non esiste solo “monnezza” Non vogliamo che l’emergenza rifiuti diventi un pregiudizio verso la nostra terra. Vogliamo trasformarla in un valore e in un’opportunità ricordando a tutti che in Campania non si produce solo “monnezza” ma sono presenti anche imprese di qualità che si battono per un’identità “pulita”. Il nostro vuole essere un monito, un messaggio in grado di attraversare tutta Italia, un’idea in movimento.
[Bodom] Come protagonisti diretti della vicenda “monnezza” che si sta consumando a Napoli e dintorni, puoi dirci quale difficoltà avete trovato a causa del problema sia nella vostra vita privata che lavorativa? [Claudio Grossano] Terminato il mio primo giorno di lavoro, al ritorno delle vacanze natalizie, sono andato a far la spesa attraversando a piedi strade colme di sacchi e buste dell’immondizia che emanavano un odore nauseabondo.Concludo dicendoti che, una volta raggiunto il supermercato, preso dallo sconforto, sono ritornato indietro. Mi si era semplicemente chiuso lo stomaco! Le immagini che abbiamo visto tutti in televisione non riescono bene a trasmettere ciò che si può provare camminando tra cumuli di immondizia. Ormai sono passate settimane e quindi ci siamo abituati. Devi sapere, che io abito a Salerno, dove da alcuni anni è presente la raccolta differenziata . Inoltre, essendo nativo di Torino, dove ho vissuto per 26 anni, non mi sono mai imbattuto in uno spettacolo così raccapricciante. La nostra iniziativa nasce proprio per affrontare le difficoltà nelle quali ci siamo imbattuti o ben presto, in scala maggiore e con maggior risonanza, ci imbatteremo. Evitare che l’emergenza rifiuti rappresenti un’etichetta negativa per le tante e valide aziende che sono presenti nel territorio campano, evitare che possano essere ostacolati o addirittura compromessi i normali scambi commerciali.
[Bodom] E' colpa dei politici o di chi li vota? [Claudio Grossano] “Lo scarica barile” si è ormai evoluto in “scarica monezza”! Mi astengo pertanto dal formulare giudizi; si è parlato molto di emergenza rifiuti ma un fenomeno, per essere definito emergente, deve essere inaspettato e imprevedibile. I politici erano a conoscenza del problema e anche buona parte di coloro che li hanno votati!
[Bodom] Inceneritori o meglio la monnezza? [Claudio Grossano] Nessuna delle due alternative. Gli inceneritori, ormai sull’orlo dell’obsolescenza, sono anti-economici, poco flessibili all’impiego di differenti rifiuti in carica, a basso rendimento energetico e a impatto sanitario e ambientale ancora intollerabile. Inoltre a ciò si aggiunge la nostra resistenza culturale ad accoglierli. La “monezza”, nelle strade aggiungo, non credo sia da preferire a nessuna alternativa. Una soluzione ottimale sarebbe per me l’attuazione del “paradigma”:
- Riduzione dei rifiuti
- Raccolta differenziata
- Riciclaggio
- Bioessicazione
Credo però che una soluzione più immediata possa essere semplicemente l’impiego di tecnologie innovative, già presenti da decenni, come ad esempio quella dei reattori al plasma. Attualmente però esiste una forte opposizione a queste nuove tecnologie che proviene dalle lobby degli inceneritori.
[Bodom] Nel vostro piccolo Youbuy.it, come si comporta con gli imballaggi e i loro smaltimento? [Claudio Grossano] Noi affidiamo i nostri rifiuti ad una società privata che si occupa di differenziare carta, cartone e materiale plastico e quindi ci facciamo carico di costi aggiuntivi per lo smaltimento.
Vorrei concludere questo articolo parlando di una tecnologia che potrebbe risolvere il problema rifiuti senza utilizzare inceneritori ma attraverso un sistema innovativo a Zero emissioni in atmosfera, si chiama: THOR (Total House Waste Re – cycling).
“Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità. Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno. Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro. “ Quindi non è una soluzione che si trova in Australia, lo hanno realizzato totalmente in Italia è funziona in Sicilia, aiuta a riutilizzare tutto anche i rifiuti organici producendo Bio-Diesel."
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