A fine mese iTunes Music Store sarà disponibile anche in Italia. Acquistare musica tramite Internet è già oggi possibile anche nel nostro paese, anche se l'offerta non raggiunge certamente i 100 milioni di brani venduti finora sul sito della Apple.
Nel frattempo, però, gli italiani continuano a scaricare la musica tramite i programmi di file-sharing, anche se un po' meno di prima: lo rivela una ricerca dell'AC Nielsen diffusa ieri dalla Fedrazione Italiana contro la Pirateria musicale, secondo cui l'uso dei servizi P2P è calato del 35-40% fra Dicembre 2003 e Aprile 2004. E tuttavia, su oltre 17 milioni di italiani connessi ad Internet il 7,6% (pari ad oltre 3,8 milioni) scaricano file musicali senza pagare. Il 3,9% degli italiani (oltre 1,9 milioni) sarebbero tuttavia disposti ad acquistare musica legalmente; la percentuale arriva al 17,6% tra coloro che scaricano abitualmente MP3 e simili. Cresce la consapevolezza dell'illegalità del P2P: il 55,4% di coloro che scaricano sanno che si tratta di una pratica illegale (a Dicembre 2003 era il 48%). Un reato perseguibile penalmente e civilmente: in Italia, la Guardia di Finanza, ha denunciato 7 persone per violazione della legge sul diritto d'autore.
Rischiano una multa da 2500 a 15000€. In Marzo altre 30 persone erano state denunciate per gli stessi motivi. In Europa sono quasi 500 le azioni legali in corso contro chi diffonde sul web canzoni protette dal copyright, senza il consenso dei proprietari dei diritti. Ma dall'America, dove si sono registrati i primi processi contro utenti del P2P, viene anche un esempio in senso opposto: allegato alla rivista Wired di Novembre ci sarà un CD con brani di Gilberto Gil, David Byrne e Beastie Boys, che potranno essere scaricati e istribuiti liberamente, purchè senza scopo di lucro.
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