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La Mela Avvelenata PDF Stampa E-mail
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Quando Apple decise di passare a processori Intel, una delle preoccupazioni più grandi fu quella di come impedire ai proprietari di normali PC di installare Mac OS X, il sistema operativo della mela, visto che Apple guadagna fondamentalmente dalla vendita di hardware.
La soluzione a questo problema arrivò dall'implementazione del Trusted Computing e dall'utilizzo di un TPM, noto anche come chip Fritz, senza il cui consenso sarebbe dovuto essere impossibile installare Mac OS X o che, se non altro, avrebbe dovuto rendere la procedura più difficoltosa.



Il chip montato da Apple è prodotto da Infineon, ed è siglato SLB 9635 TT1.2 (un'immagine della foto del chip montato sulla scheda madre è disponibile sul blog di Paolo Attivissimo e in quest'altra foto), ed è perfettamente conforme alla versione 1.2 delle specifiche tecniche rilasciate dal Trusted Computing Group, conformità dichiarata dalla stessa Infineon nella pagina del chip.
Se si hanno dei dubbi sulla presenza o meno del TPM negli iMac, aggiungo qualche riferimento:

Una volta data per scontata la presenza del TPM dentro gli iMac, viene da chiedersi: perché impiegare un sistema complesso come un TPM per l'identificazione hardware da parte del SO, quando sarebbe bastato utilizzare una chiave hardware qualsiasi? Perché utilizzare un TPM per sfruttare solo un minimo delle sue funzionalità?


La domanda diventa tanto più inquietante se si considera che il Trusted Computing mette a disposizione la piattaforma ideale per l'imposizione dei DRM di seconda generazione ed il controllo dei contenuti. Ma Apple non è una delle maggiori aziende che vende contenuti protetti?
L'attuale implementazione del Trusted Computing nei computers Apple è perfettamente in grado di assolvere questo compito, e non esiste nessuna garanzia che il TPM non verrà utilizzato a questo scopo, tranne la fiducia (in inglese=trust, da cui Trusted Computing ) che gli utenti ripongono in Apple.

Ma come fidarsi di un'azienda che ha cercato di nascondere la presenza del TPM fin dall'inizio, tanto che, al momento in cui scrivo, non vi è traccia delle voci tpm e trusted computing in tutta la parte inglese del sito (vedi qui e qui)?
Se Apple avesse voluto difendere il suo diritto legittimo di far girare il suo software solo sulle sue macchine (come è sempre stato), chi si sarebbe mai lamentato?

Infine, quanti degli orgogliosi proprietari di un iMac sono stati informati della presenza del TPM? Quanti lo avrebbero acquistato, essendone al corrente?

Non voglio dire a nessuno di non comprare un iMac e non ho niente contro la Apple, la mia intenzione è solo quella di denunciare questo fatto e fornire qualche spunto di riflessione.

Comprate tranquillamente un iMac... se vi fidate

Realizzato Da Ramius lo ringraziamo per averci concesso di poter pubblicare questo articolo molto istruttivo su TiempoLibreSite.com, trovate l'articolo orginale su P2pforum.it 


Pubblicato in : NetLife, Art. 21 Di La Tua
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