| Intervista A Dmoz |
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D: Innanzitutto, grazie per aver accettato l'intervista di Tiempolibresite.com, e per primo vi avviso che questa intervista sarà pubblicata senza alcuna censura su Tiempolibresite.com. Allora ragazzi volete presentativi al pubblico di Tiempolibresite.com? R: Presentare la comunità degli editori di ODP può non essere semplice data le sua vastità. Le motivazioni che hanno condotto ciascuno di noi a scoprire e ad entrare a far parte di questo progetto sono molteplici e variano molto da editore ad editore. Ciò che ci accomuna, però, è che siamo tutti volontari che hanno deciso di dedicare un po' del proprio tempo per cercare di riorganizzare ciascuno una piccola porzione del Web e ripresentarla ordinata a tutta la comunità online, scartando l'inutile ma conservando ed ordinando solo i contenuti realmente interessanti. Il risultato del nostro lavoro è una directory costruita secondo un sistema di classificazione e suddivisione che consenta all'utilizzatore finale di reperire informazioni con facilità. Ogni richiesta di inserimento di un nuovo sito, infatti, è sottoposta alla valutazione di un editore: l'Open Directory non è un comune motore di ricerca, e fa anzi della propria selettività un punto di orgoglio ed insieme la dimostrazione della volontà di fornire un servizio di prima qualità alla comunità online. D: L'idea dell'open directory project da chi e da quali motivazioni è partita? R: Nel giugno del 1998 un programmatore californiano, Rich Skrenta, stanco di sfogliare pagine di risultati di ricerca incoerenti e conditi con quantità di pagine non trovate, decide di lanciare un appello attraverso la Rete per la creazione della più completa ed estesa directory del web. La principale e più conosciuta directory esistente, Yahoo!, con il suo staff retribuito di un centinaio di editori, non riesce ormai più a sostenere il ritmo delle URL sottoposte per l'inserimento, e di conseguenza la qualità e la completezza del servizio ne ha irrimediabilmente sofferto. Parimenti, anche i motori di ricerca che indicizzano automaticamente le pagine non sono più in grado di offrire che pagine e pagine di risultati di ricerca non sempre corrispondenti alle query sottoposte. Nasce quindi GnuHoo, una directory simile a Yahoo! ma basata sull'apporto di un numero illimitato di editori volontari. Il 5 Giugno 1998 il sito viene messo online e già il 18 Giugno conta 200 editori e 27.000 siti organizzati in 2.000 categorie. Nel 1998, la directory cambia nome in NewHoo in seguito ad alcune proteste riguardanti il nome avanzate dalla GNU. Il 17 novembre dell'anno successivo, Netscape acquisisce NewHoo per il suo sito Netcenter, la comunità è forte di 4.500 editori e 100.000 siti organizzati in 2.500 categorie. E' l'inizio di una nuova era: la maggiore esposizione garantita da Netscape ed un ulteriore cambiamento di nome in Open Directory Project, lanciano definitivamente il progetto che assume dimensioni mondiali. Viene inoltre deciso che la base dati di ODP sarà resa disponibile alle strutture esterne che ne faranno richiesta. D: Quando è nato il ramo italiano dell'Open directory? R: Il primo listing dell'area World/Italiano risale all'agosto del 1998. D: Avete mai stilato una classifica per vedere quali delle sezioni nazionali delle directory, ha più siti rispetto alle altre? Potete cortesemente darci qualche numero di dmoz italia? R: Attualmente l'area World/Italiano raccoglie oltre 158mila siti strutturati in 15 macrocategorie principali. Se da un lato non è mai stata stilata una vera e propria classifica fra le diverse aree linguistiche, i dati relativi al numero di recensioni (tutte le recensioni avvengono tramite una procedura manuale) di ciascuna categoria sono pubblici e facilmente raggiungibili navigando la directory (tutte le categorie ripestano il numero di siti recensiti al loro interno). A seconda dei casi il numero delle recensioni può variare in base al numero di siti segnalati, al numero di editori presenti in una categoria o alle effettiva disponibilità di contenuti scritti in una determinata lingua. Spesso la qualità delle recensioni è preferito al loro numero ed è proprio questo il motivo per cui non esiste alcuna "sfida" numerica fra le varie aree. Volendo giocare un po' con i numeri e prendendo come riferimento l'area dei siti in lingue differenti dall'inglese, World/italiano si colloca al terzo posto per numero di recensioni, seguito a brevissima distanza dai nostri cugini francofoni. L'area linguistica più popolata è quella tedesca che vanta oltre 431mila siti, seguita dagli spagnoli con oltre 159mila siti. Tornando a parlare dei World/Italiano, la categoria più popolata è "Regionale" che accoglie oltre 73mila siti dedicati alle varie realtà locali del nostro Paese. Fra le categorie tematiche, la più affollata è "Affari" con oltre 24mila siti, seguita da Arte e Società con rispettivamente 18mila e 8mila siti. D: I più affermano che il Web Italiano è ancora al Paleolitico, voi che vedete centinaia di siti ogni anno, potete dirci in che condizione è il web italiano, in termine di qualità grafica e di contenuti? R: Non è una risposta semplice e il giudizio potrebbe variare notevolmente da area ad area. Recensendo centinaia di siti possiamo tranquillamente affermare di aver incontrato sia delle mostruosità, siti tecnicamente e graficamente molto belli che non hanno nulla da invidiare a quelli stranieri. In questi casi una "non-risposta" potrebbe essere la soluzione migliore: invitiamo tutti i vostri lettori a visitare un po' dei siti recensiti e a farsi un'idea personale a tal proposito. D: Come avete conosciuto Dmoz e cosa vi attirato per portarvi alla collaborazione del progetto? R: Le motivazioni che ci hanno condotto a conoscere e ad entrare a far parte del progetto sono molteplici e variano molto da editore ad editore. Possiamo, però, sottolineare facilmente ciò che ci accomuna: una grande passione e voglia di offrire alla comunità di Internet una directory dove i contenuti sono ordinati e facili da reperire. D: Ultimamente ho letto il pensiero di Andrew Hart, direttore di Associated New Media, secondo lui i motori di ricerca uccidono il Web e ne mettono in pericolo l'intrinseca democrazia, canalizzando volumi di utenti e quindi risorse economiche. Volevo sapere quanto siete d'accordo con il suo pensiero? R: Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda: non esiste una presa di posizione ufficiale e ognuno di noi ha la propria opinione a tal proposito.
D: A tal proposito, come si pone l'apporto dell'open directory project e altri progetti come questo. Quali sono le loro ripercussioni per i siti medio piccoli? R: Open Directory Project recensisce i siti esclusivamente in base al loro contenuto. Nelle nostre recensioni il fatto che un sito sia amatoriale o commerciale o che un sito sia economicamente più forte rispetto ad un altro non ha alcuna importanza. Ciò può avere ripercussioni positive per qualcuno e negative per altri. Detto francamente, però, le ripercussioni non ci riguardano direttamente in quanto il nostro lavoro non è un servizio per i webmaster ma un servizio agli utenti: il nostro obiettivo, infatti, è quello di proporre in modo chiaro tutti i contenuti degni di nota riguardanti un determinato argomento. D: Questo porta ad un'altra domanda sul tema, l'arbitrarietà delle vostre decisioni (intendo dmoz nella sua struttura e i vari motori di ricerca) nell'inclusione e dell'esclusione di un sito web oppure in attese più o meno lunghe incide in maniera vitale per un sito web, come possiamo fare per limitare gli effetti dannosi di questa arbitrarietà? R: Open Directory Project è strutturata in modo da non lasciare troppo spazio all'arbitrarietà. I criteri che determinano l'inserimento o meno di un sito sono piuttosto semplici: i siti devono avere dei contenuti validi ed originali. In altre parole gli esclusi sono generalmente backdoors, siti che contengono testi interamente copiati da altri siti o siti che contengono esclusivamente pubblicità. Per un sito ben fatto c'è sempre posto in Dmoz. Purtroppo i tempi di attesa per l'inserimento di un sito sono molto variabili da categoria a categoria (si va dalle poche ore ai mesi di attesa). Come abbiamo già detto, il nostro è un servizio che si rivolge agli utenti di Internet e non ai webmaster: per questo motivo preferiamo dare maggior importanza alla qualità delle recensioni piuttosto che alla velocità di inserimento. Per ridurre i tempi di attesa, comunque, sarebbe necessario l'aumento del numero di editori: è per questo motivo che le nostre porte sono sempre aperte a chi decide di collaborare al progetto, inoltre le continue proposte dal lato pubblico di siti mirror, doorway, in costruzione o non funzionanti non fanno altro che allungarli con dispendio di energie inutili da parte degli editori che devono necessariamente controllarle. D: Quale rapporto intercorre tra dmoz e i "vostri siti gemelli" (mozilla.org ChefMoz MusicMoz Open-Site Wikipedia)? Quello che ci accomuna è il fatto di offrire contenuti "open". Andando più nello specifico, i progetti ChefMoz, MusicMozOpen-Site sono progetti nati dall'iniziativa di alcuni editori dell'Open Directory Project. Le differenze fra i progetti sono principalmente di tipo amministrativo: ChefMoz è di proprietà di Netscape come Dmoz, MusicMoz è ospitato sui server di Dmoz ma è gestito autonomamente mentre Open-Site è un progetto autonomo mantenuto e finanziato indipendentemente. Il legame che ci unisce a Mozilla.org, invece, è di carattere storico: con Mozilla condividiamo la stessa mascotte e Netscape aveva deciso di utilizzare licenze simili per la ditribuzione delle sorgenti e dei contenuti. Da tempo, però, Mozilla.org è un progetto indipendente finanziato dalla Mozilla Foundation. Con Wikipedia, infine, non vi alcun legame se non il fatto di offrire contenuti "open". e D: Altri commenti per il pubblico di Tiempolibresite.com? Vorremmo concludere l'intervista con un invito a diventare editore. per proporsi, non è necessario avere alcun prerequisito particolare se non una connessione a internet e molta passione. Come già accennato, il ruolo di un editore è quello di organizzare e recensire dei contenuti all'interno della directory, provvedendo anche a scartare tutte quelle pagine che non presentano alcun contenuto originale o che non sono rilevanti per la comunità Internet. All'interno del progetto troverete anche una comunità di editori pronti ad aiutarvi a muovere i primi passi e a rispondere alle vostre domande, dubbi e perplessità. Per diventare editore è necessario innanzi tutto individuare una categoria di proprio interesse che non sia troppo grande e per la quale si abbia in mente qualche sito da recensire. Dopo aver attentamente letto le linee guida, è possibile compilare il modulo provando a recensire tre siti. La domanda verrà così esaminata manualmente da un meta-editore e, se non vengono riscontrati problemi, nel giro di poche settimane potrete entrare a far parte della nostra comunità. Ricordiamo, infine, che è possibile proporre la propria candidatura anche in categorie dove sono già presenti altri editori. Una recensione sulla comunità ODP W/I è andata in onda giovedì scorso 14 aprile nel corso della trasmissione televisiva del noto programma di Rai3, Neapolis. Per chi cercasse approfondimenti sulla storia di DMOZ, consigliamo
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