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Scritto da Bodom
Vogliamo aiutare (sempre a parole) i giovani?
Dobbiamo inserire il divieto di cumulo tra il rapporto di lavoro subordinato (sia nel pubblico che nel privato) o l'esercizio di una carica elettive (di qualunque genere anche il rappresentante del condominio) con l'esercizio di una professione per la quale è prevista una particolare abilitazione, sarebbe cosa buona e giusta.
E' incredibile che il mio ex preside di facoltà riuscisse a fare contemporaneamente: l'avvocato, il preside di facoltà, professore di diritto costituzionale, assessore al comune e a queste fatiche sommasse anche un'incarico presso l'ateneo ed infine lo sforzo di scrivere il libro di testo (e sicuramente avrà avuto altri incarichi oltre a questi).
Ci devono essere dei limiti:
- o fai il professionista o fai il dipendente;
- o fai il professionista o opti per fare il Sindaco, il consigliere provinciale, comunale ecc...
- o fai il professionista o fai il dipendente in un'impresa privata;
- o fai il professionista o eserciti un'attività in concessione (la vendita dei tabacchi solo per fare un esempio).
Vorrei capire come mai l'ordine non si preoccupa di chi esercita 3 o quattro attività ed invece si preoccupi di questi giovani laureandi? Come può ben esercitare la professione chi si divide tra mille attività e siamo sicuri che riesca al meglio a curare i clienti? non ci vuole Archimede per capire che gli attacchi mediatici contro i giovani laureati e laureandi sia il disperato tentativo di difendere lo status quo, fatto di ingiustizie e privilegi, dove la colpa è essere laureati ed avere le competenze per esercitare la professione contro chi si ingozza con 4 o 5 incarichi alla volta!
Nei paesi europei chi ha un incarico di docente universitario fa solamente il docente universitario, se invece è un professionista che vuole dare il suo apporto all'università lo fa ma gratuitamente, e con un apporto simile a quello del dottorando in Italia (non può essere titolare di cattedra) e lo fa gratuitamente.
Se i professionisti vogliono collaborare con l'università e con la formazione ci sono altre formule: convegni, conferenze, sperimentazioni, tirocini formativi non per forza bisogna fare il docente o l'impiegato presso una pubblica amministrazione mantendo il titolo di professionista.
Fare il docente universitario è un grande onore ed un biglietto da visita per il professionista (quindi pubblicità per la sua attività professionale) e falsa la concorrenza sul mercato dei servizi (il prestigio della collaborazione universitaria, dinamiche particolari che non vengo qui a spiegare possono falsare la concorrenza nel mercato). Chi invece, esercita la carica elettiva deve essere pagato e deve fare il bene pubblico e per questo la collettività lo paga.
La carica elettiva per gli anni di mandato non può essere cumulata ad altre attività lavorative, perché "noi dai nostri eletti vogliamo il massimo" e il massimo non è compatibile con i suoi affari privati. Quindi nel caso fosse un professionista, l'ordine dovrebbe congelare la sua abilitazione, se fosse un imprenditore dovrebbe spogliarsi delle sue aziende affidandolo ad un trust, alla fine del mandato potrebbe essere nuovamente professionista o riprendersi l'azienda.
Scritto da Bodom in Esclusiva per TiempoLibreSite.com
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